mercoledì 8 aprile 2009

LA SOLIDARIETA' DURANTE LO STATO DI EMERGENZA. MA LO STATO DOV’E’?

La solidarietà è una virtù e in tanti hanno sottolineato la capacità del popolo italiano, in situazioni drammatiche, di reagire sia per spirito di sopravvivenza sia per senso di comunità. Per cui dimentica i propri orticelli e guarda oltre. E solo guardando oltre, emerge la grande forza ed il coraggio dei sopravvissuti; la dedizione dei tanti volontari (oltre a Croce Rossa, Protezione civile, ecc.) che si spendono per affrontare l’emergenza e non lasciare sole o far sentire sole le persone colpite da eventi, come il terremoto in Abruzzo di questa settimana.
Poi ci sono coloro che per vari motivi, non possono partecipare attivamente e allora cercano uno strumento per far sentire la loro compassione e vicinanza alle popolazioni colpite. Ed ecco l’ormai usuale raccolta fondi. Dal Tg al quotidiano, dalle aziende alle associazioni private, fino ai partiti, tutti hanno aperto conti correnti per una raccolta fondi, allo scopo di aiutare fattivamente la ricostruzione di strade, case, scuole, prefettura, ecc. … insomma per ricostruire intere città, il più presto possibile.
Ma se da una parte sono iniziative di grande partecipazione e condivisione delle tragedie del nostro Paese, andando da un capo all’altro dello stivale, dall’altra mi pongo un quesito: ma dove sta la presenza dello Stato? A cosa serve uno Stato, se non quale entità prima di una comunità che si dà regole di convivenza, se esso non si prende l’onore e l’onere di dare ai suoi abitanti un paese laico nei contenuti e nell’approccio, trasparente nella sua gestione, responsabile nel dare luoghi sicuri in cui vivere e lavorare? Non è possibile che il nostro Paese viva di raccolta fondi via sms! Si sfrutta l’emotività del momento, si cerca di colpire il senso di colpa e poi … cosa vuoi che sia 1 euro!
Ma qui sta il punto. Non si tratta di non dare aiuti e solidarietà a chi ha subito una grave perdita. Ci mancherebbe! Ma cosa ci sta a fare uno Stato, se poi non è in grado di fare delle scelte importanti in una situazione di emergenza come questa? Su facebook, ma immagino anche in giro per il web, sono stati proposti tanti appelli: dal devolvere l’intero stipendio dei parlamentari (tanto ne hanno tanti, un po’ di antipolitica demagogica ci sta sempre!) al bloccare tutti i reality show e devolvere i premi (di programmi televisivi privati, non gestiti pubblicamente) all’emergenza terremoto in Abruzzo. Ma se alcuni appelli lasciano il tempo che trovano, viceversa penso che uno Stato autorevole, che si rispetti e che rispetti i suoi cittadini, abbia in mano la possibilità di fare delle scelte. Due su tutte: bloccare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, che resta un progetto assurdo, ambientalmente, economicamente e strutturalmente insostenibile e spostare quei fondi per questa vera emergenza, perché gli edifici vengano ricostruiti in fretta e BENE. E poi il costo del referendum sulla legge elettorale che il governo insiste a voler fare separatamente dalle elezioni europee ed amministrative (6-7 Giugno). Se le due consultazioni venissero unite, si risparmierebbero oltre 400 milioni. Ecco trovati i fondi per ricostruire l’Abruzzo! Immagino non saranno sufficienti per tutte le esigenze, ma se ogni ente pubblico fin dai più piccoli, facesse scelte di buon senso, e qui sì di solidarietà, per affrontare insieme questa grande tragedia e ricostruire quella parte di Regione travolta dal terremoto, ecco che si coglierebbe davvero la rinuncia a qualcosa in ciascun paese, città, provincia, regione per aiutare l’Abruzzo.
Poi in tutto questo, naturalmente, una responsabilità politica va trovata e pubblicizzata. Perché ci sarà stato qualche consiglio, giunta locale o nazionale che avrà scelto un costruttore piuttosto che un altro. Ci sarà stato chi non ha fatto i controlli, chi ha sorvolato sulle norme antisismiche, chi voleva semplificarle, chi vede nelle regole di tutela ambientale solo una scocciatura da ridurre o eliminare se possibile. Ecco è importante capire e segnalare chi sono queste persone, perché poi non è possibile che al momento delle elezioni tutti si dimentichino di catastrofi come queste e del permanente stato di emergenza e di vita precaria nei container dei sopravvissuti, e siano poi gli stessi figuri o i nuovi emergenti da quella stessa classe politica che alla fine restano sempre al loro posto. Al potere. E non rispondono mai del loro operato e della loro politica.

1 commento:

  1. CARISSIMA MONICA,
    SOLO OGGI HO LETTO IL TUO PUNGENTE COMMENTO SULLA SOLIDARIETA' ALL'ABRUZZO E LA TUA RIFLESSIONE SULL'ASSENZA DI UNO STATO "LAICO" CHE NON RINUNCIA ALLO SPERPERO DEI NOSTRI SOLDI CON SCELTE SBAGLIATE ED ASSURDE E CHE INVECE "APPROFITTA" DEL GRAN CUORE DELLA "GGGENTE ITALICA", LA QUALE, COME IN UN GRANDE REALITY, SEMBRA FAR A GARA PER INVIARE IL MAGGIOR NUMERO DI SMS E PUBBLICAMENTE SE NE VANTA SPECIALMENTE SE PUO' METTERE LA VOCE E/O LA FACCIA IN UN QUALSIASI MEZZO DI COMUNICAZIONE!
    IN QUESTI GIORNI IO INVECE ERO MOLTO PERPLESSA, MI SENTIVO INADEGUATA, MI COLPEVOLIZZAVO DEL FATTO CHE TUTTO CIO' NON MI COINVOLGESSE, ANZI MI DESSE FASTIDIO, NON OSAVO DIRLO A NESSUNO, AVEVO SOLO GRANDE RABBIA E NORMALMENTE CHIUDEVO LA TV QUANDO APPARIVANO LE MACERIE E LA GENTE CHE DICEVA CHE TUTTO ERA STATO INEVITABILE E COME SI SENTISSERO GRATIFICATI DALL'ATTENZIONE DELL'AMATO PRESIDENTE CON IL CASCHETTO IN TESTA!
    DA VOMITARE!!!
    TI RINGRAZIO QUINDI, CARA MONICA, DI AVER SCRITTO QUELLO CHE HAI SCRITTO, DOPO AVER PENSATO ESATTAMENTE QUELLO CHE HO PENSATO IO... DAI COMMENTI VEDO CHE NON SIAMO IN TANTE... SIAMO SOLO IN DUE CHE LO ABBIAMO CHIARAMENTE ESPLICITATO QUESTO NOSTRO SGOMENTO, MA ANCHE SE FOSSE COSI'IO SONO VERAMENTE CONTENTA DI NON ESSERE SOLA !
    TI ABBRACCIO (E SENZA TELECAMERE):Luisa Catanuto

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